Pubblicato: 11.01.24

Insider Gardenissima: Raimund Planker (tracciatore)

Raimund Planker, tecnico per tanti anni della squadra azzurra sia femminile che maschile di sci alpino. Dal 2022 assistente del direttore di gara delle discipline veloci, in Coppa del Mondo, nel settore uomini, ovvero Hannes Trinkl, nonché tracciatore della 26.ma Gardenissima. 


Ormai una presenza fissa e rassicurante del circo bianco, quando e com’è nato il rapporto con lo sci?
A 3 anni quando ho iniziato a sciare. Da atleta la trafila prima nello Sci Club Gardena, per entrare nella nazionale, così come nel Centro Sportivo Carabinieri. Fine carriera condizionata da problemi fisici. Dopodiché iniziata la nuova “avventura” come istruttore e allenatore nazionale. Ho avuto la fortuna di trasformare la mia passione in professione. 

Tanti le giovani promesse dello sci internazionale e nostrano. Quanto sta crescendo il livello di questi giovani? 
Con l’intensità che hanno gli atleti di punta, oggigiorno bisogna essere veramente forti, d’altronde una realtà diffusa in tutti gli sport. Ciò nonostante il palcoscenico nazionale ed internazionale ogni anno forma un numero importante di giovani atleti.
Nonostante le difficoltà che si incontrano, iniziando da quelle finanziare, grazie alle strutture organizzative, e non solo, presenti in valle il movimento cresce bene, ciò non toglie che la differenza tra un bravo atleta e campione è la “fame” e la voglia di orgoglio, di successo e di raggiungere gli obbiettivi prefissati.

Quali sono le prospettive dello sci in Italia?
L’Italia è una delle nazioni con più iscritti alla Fis. Purtroppo, però, tanti giovani si ritirano anzitempo. Un po’ per colpa del sistema, ma anche causa della grande concorrenza di poter scegliere altre discipline sportive, che a volte risultano essere più attraenti, in particolare gli sport di squadra.

Giusto per sbilanciarsi, qualche nome di giovani da seguire nei prossimi anni?
È molto difficile fare pronostici, perché spesso avanzano coloro dotati di meno talento, ma con una forza caratteriale molto importante, che risulta essere determinante per raggiungere certi successi. 

A livello di esperienza, che è veramente tanta, cosa distingue la tracciatura, di una gara lunga oltre 100 porte, come la Gardenissima, dalle altre gare, a iniziare da quelle degli Sci Club per finire a quelle di Coppa del Mondo?
Si tratta di una gara completamente diversa. In Coppa del Mondo si lavora molto con il GPS, mentre la Gardenissima è un tracciato particolare. La prima parte si prepara un parallelo, con due tracciati vicini, con delle misure uguali consolidate nel tempo, i quali poi sfociano in uno solo. Di fatto diventa una via di mezzo tra un SuperG e un Gigante che permette maggior sicurezza per tutti. La seconda parte viene tracciata in base alle condizioni meteo e della neve. In ogni caso si predilige la sicurezza dei partecipanti. Per questi motivi ogni anno ci sono delle differenze lungo la pista.

Quali sono le attenzioni particolari da dedicare a un tracciato di tale contesto?
Deve essere un tracciato accessibile a tutti, dunque si evitano tranelli e si cerca di garantire la maggior visibilità possibile delle porte, considerando il numero alto di partecipanti. 

Quali sono, per gli atleti, le insidie maggiori, del tracciato?
È quello di riuscire sciare in modo impeccabile la prima parte, così come l’entrata del canalone del Col Raiser, perché si cambia luce, passando dal sole all’ombra e bisogna interpretare bene quel tratto per portarsi più velocità possibile verso le ultime porte prima del traguardo.

Qual è il passaggio cruciale per ambire a vincere la Gardenissima?
Cercando di tracciare in modo abbastanza neutro, il passaggio cruciale non è solo uno. Ci sono dei punti che vanno affrontati nel giusto modo per riuscire a vincere la gara, come la prima parte, più tecnica è importante avvantaggiarsi, in modo, che, con la giusta preparazione fisica, si conservi il vantaggio fino all’arrivo. 
Che tipo di sci consiglia, ai partecipanti, il tracciatore della Gardenissima? Sia agli atleti di Coppa del Mondo, sia per gli appassionati di questo sport?
Di solito, per i professionisti, è preferibile utilizzare uno sci da SuperG, in quanto terminato il parallelo da più slancio nelle parti pianeggianti, dove è richiesta anche la dote di scorrevolezza, mentre per tutti gli altri, assolutamente, sci da slalom gigante, più indicato e in particolare più sicuro e di facile controllo alla maggioranza dei partecipanti.

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